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    Rifugio nel silenzio

        Un giorno era uguale all’altro. All’inizio erano tutti giorni di merda! Il risveglio era il momento peggiore, quello in cui nella consapevolezza che avevi aperto di nuovo gli occhi, il dolore ti piombava addosso con tutto il suo peso e maledivi quel sole che splendeva nel cielo azzurro, maledivi che fosse ancora lì, che tu fossi ancora lì, in quel letto, tra quelle lenzuola, in quella stanza. Appena quella sofferenza si diffondeva prepotente in tutto il mio corpo, il primo pensiero che si formulava nella mia mente era: “perché sono ancora viva?” La preghiera che la sera prima avevo sospirato mentre vincevo il sonno e le lacrime squassavano…