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    L’autocelebrazione di un folle

    Ehi tu, immobile sui tuoi passi fosti allarmato dal tempo che passava e piangesti lacrime di dolore nel guardare il moto del mondo. Nel silenzio, il tuo sussurro perso tra grida inascoltate, ti aggrappasti all’ancora di una nave vecchia. Tu, che ti inginocchiasti sul marmo freddo e a gattoni, sanguinante e sofferente, riprendesti il tuo cammino. L’ancora ti trascinava e le mani si indurirono, le paure aumentavano e tra calci e pugni, tra sorrisi e follie, tra solitudini e compagnie portasti a compimento il tuo destino. Nella foga degli ultimi sforzi, gettasti lo sguardo alle tue spalle e l’ancora arrugginita l’avevi abbandonata nel cammino. Piangesti ancora , ridesti ancora, e…