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La saggezza del tempo

Eppure non era comprensibile di come avesse consumato il suo tempo. Se ne stava seduto lì, sulla sua solita poltrona, con una sigaretta spenta tra le dita, un plaid sulle ginocchia, la tv accesa a basso volume, quel giusto per avere un ronzio di sottofondo che faceva compagnia. Contemplava lo spazio attorno a sè. Ripetutamente, come a scandire i secondi, portava la sigaretta alle labbra e fingeva di aspirare. Era una routine rassicurante, nonostante avesse smesso di fumare dieci anni prima. Un gesto che ripeteva come per ricordarsi chi era stato. Quel senso di onnipotenza e rilassamento che la sigaretta gli concedeva. Sapeva che era un ragionamento stupido, eppure, nonostante tutto, quelle sensazioni erano ancora accese dentro di lui. Nascoste, ma c’erano. Confinate in una soffitta remota del suo essere. Il tempo può smussare gli angoli del nostro io, ma non può modificarne la natura. Lui era così. Anche se si rammaricava dell’essere rimasto solo, tutto sommato, aveva avuto una bella vita. Donne, potere, soldi. Aveva potuto soddisfare tutti i suoi sfizi. Vacanze lussuose, chalet in montagna, macchine di grossa cilindrata. Aveva gioito appieno di tutto quello che aveva conquistato con fatica e dedizione, a scapito del tempo che sfumava via e gli sottraeva le persone che aveva amato, a cui non aveva dimostrato totalmente tutto quell’amore che provava. Prima sua madre, poi suo padre e qualche mese prima sua sorella. Ora era lì, nella sua posizione abituale, immerso in pensieri di cui ormai non poteva condurne i fili. E nello sprazzo di lucidità che giungeva inaspettato, sapeva che tutto quello che aveva raggiunto lo aveva reso più ricco, più temibile, ma non lo aveva reso più nobile. Di teste ne aveva calpestate tante, ma ciò di cui si dispiaceva era che non avrebbe lasciato a nessuno la parte migliore di sè. Non aveva avuto la chance di lasciare in eredità i suoi ricordi, i suoi affetti. Il mondo sarebbe andato avanti, avrebbe proseguito per la sua strada e un giorno, forse lontano, forse vicino, lo avrebbe dimenticato. E di lui non sarebbe rimasto più nulla.

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