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    I sogni del fanciullo

    Lentamente si acquieta l’anima soave del fanciullo; nel finir di questo dì che sul cuor si aggrave gli occhi si chiusero così… Lentamente i sogni prendon forma nella mente, come a cullar il riposo e il sorriso si trasforma per regalare un dono prezioso. La mamma dolcemente il viso ammira, e il suo cuore di gioia si rallegra per quel dolce riso mentre silenziosamente una lacrima ingoia…

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    Fiamma nel buio

    Una candela accesa nel buio della notte e sogni di speranza per l’attesa di un giorno migliore.Una candela vibrante che, di man in mano, passa di cuore in cuore per illuminare le menti.L’umanità si spegne lentamente mentre l’ultima fiamma di gioia cerca di alimentarsi nella forza di un abbraccio.

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    Lo specchio dell’anima

    Fanciulla, che ti specchi nell’imperfezione curi l’anima con dedizione. Ti affanni per donare sorrisi e baci, ma per te, piangi e taci. Fanciulla, che ti specchi nell’altrui cuori vivi sognando favole a colori. Ricerchi giustizia e pace, così ogni dolore si spegne e giace. Fanciulla, che nei tuoi occhi cerchi felicità accendi la luce e brilla di intensità.

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    Chiedimi se sono felice

    Quando il tunnel sarà finito e vedrò la luce. Quando le mie insicurezze saranno sparite. Quando i miei occhi rideranno, quando la mia mano afferrerà la tua e la presa sarà salda e stretta tanto da farmi sentire al sicuro. Quando il mio corpo vorrà il tuo ancora e ancora e ancora. Quando il cuore non avrà paura e batterà all’unisono con il tuo. Quando ogni posto vecchio o nuovo sarà speciale perchè ci appartiene, e quando il resto del mondo crolla e noi restiamo in piedi. Quando il tuo respiro sarà il mio respiro e quando la notte sarà più breve perchè il tuo abbraccio mi riscalderà, allora lì,…

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    Piove dentro me

    Persa. Avvolta da un flebile lembo di stoffa, nuda nell’anima, ricca nel cuore e sola negli occhi. Persa. In un fiato che si scontra contro un vetro e rinasce in una gocciolina che scivola verso il basso. Persa. Nel gelo di un mattino che ha smesso di essere primaverile. Persa.

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    L’autocelebrazione di un folle

    Ehi tu, immobile sui tuoi passi fosti allarmato dal tempo che passava e piangesti lacrime di dolore nel guardare il moto del mondo. Nel silenzio, il tuo sussurro perso tra grida inascoltate, ti aggrappasti all’ancòra di una nave vecchia. Tu, che ti inginocchiasti sul marmo freddo e a gattoni, sanguinante e sofferente, riprendesti il tuo cammino. L’ancòra ti trascinava e le mani si indurivano, le paure aumentavano e tra calci e pugni, tra sorrisi e follie, tra solitudini e compagnie portasti a compimento il tuo destino. Nella foga degli ultimi sforzi, gettasti lo sguardo alle tue spalle e l’ancòra arrugginita l’abbandonasti nel cammino. Piangesti ancora , ridesti ancora, e ancora…